Quando la pubblicità non fa odiens


In un blog come questo, forse non dovrebbe trovare spazio un articolo su Sarah Scazzi. In effetti non vogliamo parlare del caso ma di quella brutta vicenda consumata in dirette dell’annuncio del ritrovamento del suo corpo. Ci interessa la cosa dal punto di vista mediatico, della comunicazione. Personalmente qualche anno fa quando tutta l’Italia assisteva curiosa al primo grande fratello, io mi preoccupavo molto. Da addetto ai lavori mi domandavo quali prospettive si stessero aprendo nel panorama dell’informazione e della tv in particolare. Programmi come questo hanno in effetti modificato sostanzialmente la percezione dello strumento televisivo, ponendolo non più come contenitore ma piuttosto come “connettore”. Mi spiego: la tv è diventata un luogo vivo e attivo h24. Un luogo nel quale le cose non vengono più solo raccontate come accadute o ma come vissute in diretta. La distanza dallo strumento si è annullata. Lo schermo è una finestra sul mondo in diretta. Tutto può accadere al presente. Collegamenti come quello dell’ 11 settembre hanno insegnato che si può assistere ad una fatto mentre questo avviene…il grande fratello è nato. Ed eccoci dunque a fagocitare avvenimenti di qualsiasi tipo. Un tempo in diretta erano le olimpiadi, i mondiali, i tg e qualche trasmissione educata e pacata. Oggi in diretta ci sono le guerre, gli stupri, le violenze e anche gli annunci della morte di qualcuno davanti a familiari e cittadini italiani. Conosco la professionalità della conduttrice  Federica Sciarelli e mi domando: cosa ha impedito di interrompere la trasmissione, visto che per molto meno spesso viene mandata la pubblicità, ad esempio se due politici si picchiano. L’imbarazzo generale è stato evidente ma è stata ancora più evidente la difficoltà di rinunciare allo “scoop” all’odiens assicurato. Diciamolo chiaro. Immaginate che picco d’ascolto nel momento in cui dopo giorni di estenuanti servizi sul caso, si viene a scoprire che Sarah è morta? Tutto ciò mentre la madre è in diretta davanti a migliaia di telespettatori che ora vogliono vedere cosa? Le reazioni? Vogliono divorare il dramma? cibarsi della dignità di persone distrutte dal dolore? Non è questo il grande fratello? Cosa è diventata l’informazione? Un piatto tipico del ristorante “dal sadico, cucina drammatico popolare” ? Non so darmi risposte e non voglio accettare e ascoltare quelle di chi non ha spento i riflettori per non perdere gli ascolti. Non voglio. Il video è qui. giudicate voi.

 

Marazita Antonio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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