BERND E HILLA BECHER: archeologia industriale


Entrambi tedeschi: Bernhard Becher nasce a Siegen nel 1931, Hilla Wobeser a Postdam nel 1934, vivono a Dusseldorf. Bernd ha studiato pittura e litografia presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda (1953-56) e tipografia presso l’Accademia di Belle Arti di Dusseldorf (1956-61), dove ha incontrato Hilla, che frequenta il corso di pittura. Si sposeranno nel 1961.

Dal 1959 collaborano a una sistematica documentazione fotografica di edifici considerati esempi di archeologia industriale, che vengono suddivisi per tipologie: silos, gasometri, altoforni, miniere, serbatoi per l’acqua. Inizialmente, la loro indagine è concentrata nella zona industriale di Siegen e della Ruhr, in seguito viene estesa al di fuori dei confini tedeschi: in Francia, in Belgio, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna e in America.

Il rigore delle loro immagini è il risultato di vari elementi: la scelta del bianco e nero, l’assenza di figure umane e la centralità assoluta data alla struttura architettonica, che sembra emergere da una dimensione atemporale.

I Becher occupano una posizione di grande rilievo tra i rappresentanti dell’area artistica definita concettuale. Il loro lavoro ha costituito il punto di partenza e il modello di riferimento per molti fotografi tedeschi delle ultime generazioni, molti dei quali sono stati allievi di Bernd presso l’Accademia di Dusseldorf, dove ha insegnato dal 1976 al 1996.

Dalla loro prima esposizione, nel 1963 presso la Galleria Ruth Nohl a Siegen, numerosissime sono state le mostre individuali e collettive in gallerie e musei di tutto il mondo: presso la Sonnabend Gallery, New York, l’ Institute of Contemporary Arts, Londra; partecipano a Documenta, a Kassel nel 1972, 1977 e 1982, alla Biennale di San Paolo del Brasile; una retrospettiva viene organizzata presso lo Stedelijk Van Abbemuseum di Eindhoven. E ancora, hanno esposto i loro lavori: al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, alla Biennale di Venezia (dove vincono nel 1991 il Leone d’Oro per la scultura), alla Ydessa Hendeles Art Foundation di Toronto.

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