George Méliès il raid Parigi Montecarlo



l Re del Belgio Leopoldo II, in visita a Parigi, decide di fare un salto a Monte Carlo mettendosi alla guida di una rombante automobile. Salutato dagli amici, parte da Place de l’Opéra travolgendo ed appiattendo al suolo un ignaro poliziotto (…il suo corpo sarà letteralmente rigonfiato da un passante con una pompa per biciclette); imbocca impervi sentieri di montagna superando qualsiasi ostacolo; si inerpica sul disegno dei rilievi; scende per le vallate fino al lungomare (…qui investe una contadina) e finalmente fa un ingresso trionfante in una pittoresca Monte Carlo, tra gli applausi e le danze degli abitanti. Méliès abitua l’occhio e la mente dello spettatore a cogliere i prodigi del nascente secolo XX. Dopo aver spiato altrove gli esperimenti dei moderni pionieri della scienza, nel segreto di polverosi laboratori o di stregoneschi osservatori astronomici, e dopo aver documentato le mirabolanti imprese di arditi viaggiatori nello spazio e negli abissi marini, il regista punta l’obiettivo sul bolide a quattro ruote che ingaggia una vorticosa sfida contro le leggi della natura saettando inarrestabile sulle dorsali alpine per saldare in un abbraccio ideale città e popoli distanti tra loro. Le Raid Paris-Monte Carlo inaugura, di fatto, il prolifico filone dell’avventura automobilistica celebrando un senso del meraviglioso che esalta la novità dell’era dinamica, avvicina i confini geografici, adatta la misura del tempo alla volontà dell’uomo. Méliès guarda con fiducia e ottimismo alla rivoluzionaria simbiosi tra uomo e motore. Le alienazioni e le paure della fantascienza successiva sono ancora lontane: anche in questa occasione prevale la scoperta fanciullesca di un mondo nuovo aperto a mille prospettive. Prima di essere distribuito nei circuiti cinematografici, anche in edizione colorata a mano, il film, commissionato dal teatro delle Folies Bergère, fu presentato come parte integrante di un varietà.

Annunci