editoriale fotografia


E’ vero siamo tanti. Tanti a lavorare o che aspirano a farlo nel tragico mondo della fotografia. Dai pubblicitari ai reporter se non si eccelle si diventa degli eterni aspiranti. Alcuni “ripiegano” su aspetti commerciali che sono generalmente ritenuti di secondo ordine…per esempio il matrimonio. Personalmente ritengo che non esistano cose banali ma solo modi banali di raccontare le cose… quindi non è un problema di “ripiegare” ma forse di approcciarsi in maniera originale. Certo il “cliente” beve e mangia quello che la media mediocre offre! Ma non è forse anche questo un segnale di poco coraggio da parte nostra? Qualcuno ci prova ad essere originale e viene tacciato di essere troppo “artista”. Allora è un problema di termini e comunicazione? Solo domande! ho solo domande! qualche idea!? Forse se considerassimo che crisi è una parola che spaventa e che congela le reazioni, saremmo un passo avanti! Se il costo di un servizio fotografico originale deve essere elevato, proprio perchè diverso dal solito, non è questo un aspetto congelato nella reazione alla crisi che impone risparmio e costi contenuti? E’ disonorevole abbassare i costi!? Proporsi in maniera conveniente mantenendo la qualità!? Nel settore della fotografia, cosa rappresenta il costo del professionista? Non abbiamo scorte di magazzino, non abbiamo fornitori…siamo noi il costo…! In una situazione come questa…drammatica…senza una via d’uscita indolore…non dovremmo fare di necessità virtù? Personalmente non abbasserei mai la qualità del mio lavoro solo perchè mi faccio pagare poco! Del resto non è un’alternativa. Il cliente non può pagare! Certo uesto non vale per le grandi agenzie di fotografia che operano nella moda e quei pochi fotografi che sono riuscito a trovare il loro posto nell’olimpo, non hanno di questi problemi. Mai noi!? Qualcuno direbbe che proiettando nel futuro la cosa, a crisi superata…si avrebbe una dequalificazione del lavoro creativo…che i prezzi rimarrebbero poi troppo bassi…che avremmo abituato il cliente!? Può essere. Ma questo è il futuro! E non è certo! Questo tipo di considerazioni, è proprio quello che definisco “congelamento delle reazioni”. Il fatto rimane. Viviamo il presente, e il presente ci impone una scelta. Quale faremo!?

Marazita Antonio.

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