personale


E’ l’una di notte, e mi ritrovo a scrivere l’editoriale per il blog. La notte è anche per me un momento particolare…quel limbo nel quale non si fanno sentire le conseguenze degli errori della giornata trascorsa. Un mondo dove tutto è sospeso e congelato tra le considerazioni di quello che avrei voluto e le promesse di quello che farò. Tutto mi appare possibile di notte. Penso che da domani comincerò a fare sul serio…penso che da domani sarò più concreto…penso che domani basta! E’ ora di cambiare. La notte è un luogo di nessuno.  Ho camminato per giungere a casa percorrendo un pò di chilometri a piedi…ho osservato la città… di sabato sono forse l’unico che torna a casa, mentre tutti sono fuori a vivere la vita. Il caldo di questo Luglio si fa sentire anche ora, e il peso dello zaino e della borsa pc che mi trascino dietro sono un fastidio e un carico a tratti insopportabile. Le auto scorrono sulla circonvallazione…negli angoli spuntano gruppetti di ragazzini che programmano la loro serata in sella a scooter pronti per un passaggio in paradiso. Pochi bar e qualche pizzeria ancora aperti resistono invocando l’ultimo cliente della serata…consapevoli che dall’una in poi è il turno dei locali notturni…dei pub…delle discoteche…dei “night”. Questa città si nasconde e mi nasconde…allo sguardo severo di tutti quelli che mi vorrebbero “diverso”…qui in questo istante…sono uno straniero. Sono arrivato in treno. Un treno notturno e quasi vuoto. Ho ascoltato i discorsi di un controllore e una turista belga, sulla criminalità in Italia. Solite chiacchere borghesi sugli stranieri pericolosi e leggi troppo leggere. Sembra che tutti vorrebbero il carcere a vita per chi ruba un’auto. Sono tutti innocenti in Italia. Nessuno si passa una mano sulla cosceienza nè ruflette su che diritto abbiamo di rivendicare la proprietà di un suolo che non rispettiamo nè preserviamo. E ora mentre scrivo, mi ritornano le immagini della città di notte…dei kebab ancora aperti…dei rumeni agli angoli che parlano la loro lingua…dei ragazzi fuori dai locali “in” , che sfumacchiano da grandi sapientoni. Devo essere sincero: mi sento un pò misantropo. Odio le folle…odio questo mondo privo di attenzione…questo scorrere generico…senza entusiasmo. La retorica lasciamo da parte…ma non facciamo gli intellettuali da salottino privato. E scrivo…per vomitare forse l’inquinamento del silenzio dentro me…la delusione di non essere pienamente me stesso…la paura di essere eternamente in ritardo sui miei sogni…e forse… anche la paura di sognare ancora…

Marazita Antonio.

Annunci