editoriale 2


STILE KOBOS

Gentilissimi visitatori,
questa home oggi è dedicata alla polemica che si sta aprendo riguardo all’editoriale. Molti di voi mi hanno scritto via mail piuttosto che postare un commento. Cosa devo dire? Io ho creduto di porre in evidenza un aspetto fondamentale: la libertà di espressione. partendo dal paradosso che venga vietata attraverso il giochino dei non ammessi. Provocazione.
Altro elemento. Uno dei difetti principali della “lettura itaiana” è quello di non fermarsi sulle parole ma accontentarsi dei aver colto il contesto. L’uso di un determinato “termine” non è o non dovrebbe essere casuale. Se dico “sperperare” intendo sperperare, disperdere, usare male, consumare malamente… quindi chi possiede discernimento capirà che ci si riferisce a quanti semplicemente “ostentano” conoscenza ma solo per puro vanto, per assicurarsi approvazione. Ancora: l’uso dei contraddittori, è chiaramente un ambito nel quale vale tutto e il contrario di tutto. Questo vuol dire, non fossilizziamoci in categorie d’insieme che prendano il “gruppo” come identità, ma piuttosto portiamo nel gruppo la nostra identità. Se mi riferisco a quanti frequentino scuole di regia a “pagamento” e definisco queste persone “mmmmm…” qui ci scappa il morto…insomma ci siamo capiti, lo faccio in merito a quelli che sono convinti di aver “meritato” qualcosa…hai pagato! ma non per questo sei bravo! Puoi esserlo! ma non per il fatto di essere semplicemente iscritto! Per quanto rigurarda i gay!  Gli amici gay che ho mi hanno insegnato la “non diversità”. Chi si sente diverso non fa il passo avanti e non aiuta il processo di “normalizzazione” che per me rimane di difficile comprensione, poichè lo ritengo assurdo e non necessario. La diversità se di questo volgiamo parlare, è  l’unica cosa vera della vita. Non per questo va sottolineata. Il bello è che sia così e basta. Si rende necessario questo appunto (che mi trova contrario come direttore) per invitarvi tutti a leggere bene sempre sopra, sotto,tra,dietro,davanti le parole. Peccato dover spiegare quello che ha dimostrato di funzionare. Qualcuno si è risentito, qualcuno non si è sentito ammesso, qualcuno si ritiene provocato… bene!  molto bene! Forse è segno che si sta un pò troppo a dormire, prendendo per buono quello che facciamo senza domandarsi mai se altri fanno meglio. Concludendo dico che non sarà certo quresto l’ultimo articolo pungente. Stile Kobos significa provocazione, signica indisponente. Non significa mai presuntuoso e arrogante.!!! MAI!!!
Un ultima cosa. Cari amici che mi avete scritto via mail…io vi rispondo dalle pagine del blog perchè tutto sia condivisibile, vi invito per quanto possa essere “indisponente” a rispondere via commento. Libertà alle idee.

Il direttore Kobos.

L’editoriale a cui mi riferisco lo trovate nella categoria “archivio editoriali”,  dove verranno conservati i diversi editoriali.
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