CINEMA IN ITALIA: DOVE ANDIAMO?


A questa domanda dovrebbe e un pò lo ha fatto rispondere il Presidente Napolitano. In occasione dell’annuale incontro con gli autori e gli attori del cinema italiano, abbiamo assistito all’ennesimo teatrino delle marionette. Soliti volti, soliti nomi, solite critiche… Mi domando? La crisi…la tanto discussa crisi ha tagliato le gambe a molti settori e questo oggi si presta a mascherare una invece pessima abitudine italiana del voler trovare la causa del problema, sempre fuori dal sistema…non c’è mai una responsabilità. Parliamo per un momento di come vengono destinati i fondi per la produzione di opere prime in Italia. Qualcuno di voi conosce la procedura ufficiale? Il bando di concorso? C’è informazione al riguardo? Su internet si trova. Ma dopo!? Il nocciolo è proprio questo. La selezione di opere destinate ad un eventuale finanziamento, viene eseguita da ignari e a volte poco preparati “funzionari” che pendono tra il servire il “potere” dei pochi e salvarsi la poltrona. Inutile irrigidirsi! Se volete che le cose si dicano, abbiate il coraggio delle vostre affermazioni. Io per conto mio cerco di trovarlo. Un esempio: si può definire un film di Moccia, film dal contenuto di interesse nazionale? Ma stiamo scherzando? Qualcuno me lo spieghi. Moccia ha forse fatto una gavetta tale da essere meritatamente arrivato al cinema della pellicola? Dell’economia? O si tratta forse dell’ennesima trovata commerciale. Io credo si tratti della seconda, e allora voglio sapere perchè per una operazione commerciale, vengono utilizzati i soldi pubblici. Il contributo dello stato, come è stato detto presso l’ università La Sapienza, sono destinati alla cultura.  Smettela quindi di lamentare la mancanza di lavoro, voi attori che sottoscrivete contratti di cinque anni per una fiction! Cominciate a rifiutare quello che ritenete di poca qualità! O forse è più semplice riempirsi la pancia, e criticare poi la mancanza di idee! Proprio l’aspetto della produzione di fiction, ha visto un’emorragia di manodopera professionalizzata dal cinema per le sale. E’ chiaro! Davanti alla possibilità di garantirsi uno stipendio per cinque anni, chiunque farebbe la scelta di lavorare in quelle produzioni che di qualità non hanno neache l’ombra. Tutti però piangono al capezzale del povero cinema italiano, ricordando i fasti di Cinecittà, della nostra grande epoca. Problema tutto italiano. Si piange su quanto di buono abbiamo avuto. Il rinascimento insegna. Le film commission stanno a guardare. Belle quelle! Siti internet nei quali si informa della produzione di pellicole sul territorio, di grandi opere cinematografiche, e poi? I soldi guadagnati dalle grandi produzioni, non dovrebbere essere investiti sul territorio? Meglio se su autori nuovi. Retorica. Tanta retorica. Lo so. intanto in giro per l ‘Italia ci sono folle di disoccupati che non fanno altro che studiare e studiare…in attesa di fare da assistente ad un Moccia che ne capisce meno di loro. Carissimo Presidente Napolitano: il prossimo anno, per l’ennesimo incontro con il cinema italiano, inviti solo gli anonimi. Inviti le persone che possono darle una chiara visione di quali speranze abbiamo e come fare per attenderle. Agli altri, mandi pure una cartolina con su scritto: a stò giro vi bastino i miei saluti.

Grazie, Presidente.

firmato Kobos

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